Una decisione troppo difficile...
L' aborto. Una decisione difficile, se non impossibile. Come si può decidere per la vita altrui? Come si può prendere la decisione per un' altra persona? Poche parole non bastano per poter aver ragione oppure torto. Perchè una ragione universale non esiste. L' aborto in taluni casi è giustificato, per non dire dovuto. Altre volte, molto spesso, inutile e soprattutto una piaga di questa società basata su valori falsati della vita . E' una decisione che spetta alla donna, senza anteporre le sue ragioni personali con quelle che l' aborto stesso significa. Provo una gran pena per quelle donne che abortiscono semplicemente per una notte andata a male, senza essere in grado di assumersi le responsabilità di un atto a cui non attribuiscono più alcun significato. Provo rabbia per quelle donne che praticano l' aborto in qualche paese estero solo perchè la legge italiana lo vieta dopo il passare di alcuni mesi. Provo pena per quelle ragazze ignare di cosa l' aborto possa significare per loro e per la loro vita. Non voglio fare l' amorale o il moralizzatore a seconda dell' evenienza, ma credo ogni caso debba essere analizzato profondamente. Non si può, a mio avviso , essere totalmente a favore o contrari all ' aborto senza prima porsi delle domande. Si può mettere al mondo un essere consapevoli che la sua vita sarà per sempre difficile se non impossibile?E dopo, quando chi si cura di lui sarà passato a migliore vita, questo mondo sempre ogni giorno più materialista, sarà in grado di garantirgli un futuro degno di essere vissuto?E' giusto mettere al mondo un bambino consapevoli che sarà un portatore di HIV?E' giusto far soffrire una povera creatura che già alla nascita non ha speranza di vita?Chi siamo noi per decidere se è cosa giusta la vita? E' giusto mettere al mondo un essere consapevoli che non avrà vita dignitosa per un umano, senza sapere quale sorte potrà avere e quale futuro, se non di sofferenza, li riserverà la vita? Cosi come è giusto che una donna possa decidere di praticare l' aborto solo per non avere problemi con la sua vita futura e con se stessa?Perchè fare dell' aborto una ragione del proprio sbaglio?Se si può garantire un futuro alla creatura che porta in grembo, perchè permettergli di troncare una vita? Credo siano troppe le domande da porsi, ma credo altresi' giusto far un esame di coscenza senza pensare solo a se stessi o vedere l' aborto come negazione di vita.
Un immane porcata dell' uomo....
La guerra, ragion di stato per alcuni, ragione di vita per altri. Come per l' aborto, è possibile schierarsi unicamente su una roccaforte negazionista? La guerra è una parola che non dovrebbe esistere nelle nostre menti, ma che ogni giorno miete migliaia di vittime. E' giusto scacciare l'incubo di una guerra con un' altra guerra? Come si può sconfiggere questo male, che da quando l' uomo ha fatto la sua apparizione in questo mondo lo accompagna?Purtroppo la guerra arricchisce i ricchi ma viene fatta dai poveri. E' tanto un parlare di questa guerra in Iraq senza parlare, pensare,credere, che sul globo sono circa una settantina i conflitti in corso. Allora perchè ricordare solo una, quella magari che fa più comodo politicamente ed economicamente? Vi sono politici che fanno la propria campagna elettorale sulle spalle di povere vittime. Salvo poi ricredersi è schierarsi con i belligeranti. Esistono guerre giuste, come si suol far credere? E' giusta la guerra in Iraq? O lo era forse quella in Vietnam? Sono guerre necessarie per sconfiggere tiranni? In quanti si sono preoccupati della strage di Srebrenica? Come mai i pacifisti non sono scesi in piazza per questa porcata dell' Onu? Non riesco a capacitarmi come mai loro e le loro cazzo di bandiere escono solo quando li è più comodo, magari per una guerra intrapresa dall' opposizione. Come si fa a scendere in piazza esclusivamente contro la guerra in Iraq quando ovunque in questo mondo, ogni giorno, vittime innocenti perdono la loro vita? Ci sono guerre di serie A e guerre di serie B forse? Come è possibile che i nostri governi diano l' appoggio a guerre mascherate sotto l' egemonia del dio denaro? Come è possibile che i nostri governi si nascondano dietro un dito quando a meno di cento chilometri si ammazza per la propria credenza religiosa? Salvo poi mandare i nostri soldati a sparare facendoli morire non per i colpi di mortaio delle linee nemiche, ma a causa dell' uranio impoverito presente nei proiettili da loro stessi utilizzati. Ovviamente, il tutto nascosto e negato minuziosamente. Come è possibile utilizzare il napalm o gas per mietere più vittime innocenti possibili? La guerra non si potrà mai debellare, è uno dei mali che da sempre accompagnano l' uomo nella sua lunga esistenza. Possiamo unicamente sperare che non venga a bussare nelle nostre case come nelle due guerre mondiali. Dobbiamo sperare in governi e persone che riescano a far valere la propria ragione di stato e di onestà davanti al prossimo, senza farsi piegare da forze esterne. Perchè la guerra non ha schieramento politico, la guerra colpisce tutti noi indistintamente.
Un paese che soffre di vittimismo...
Quando parlo di Israele mi viene sempre in mente la Shoah. In fondo credo sia cosi per ognuno di noi. Quando sento parlare di ebrei mi viene in mente Auschwitz, Birkenau, Mathausen. Sinonimo di sofferenza, morte, ingiustizia. Certo, Churchill esagerò nell' affermare che '...in fondo gli ebrei se la sono andata a cercare...' riferendosi al genocidio della seconda guerra mondiale. Ma non sono gli ebrei stessi a parlare di unità di popoli, senza barriere e senza bandiere, salvo poi erigere un muro di odio lungo centinaia di chilometri andando altresi' incontro a sanzioni da parte delle Nazioni Unite? Ci abbiamo messo più di cinquanta anni ad abbattere quel muro di vergogna tra Est e Ovest nel cuore dell' Europa, e poi veniamo a conoscenza che nel secondo millennio vi è ancora qualcuno capace di costruire un' opera cosi immane che va contro ogni regola della civiltà? Non sono gli ebrei ad occupare territori che non sono mai stati loro? Non sono forse loro ad avvere disatteso tutti gli accordi di Oslo? Non sono loro a non volere trattare con il governo palestinese perchè non riconoscono nessun governo della Palestina? La Terra Promessa, da chi? E soprattutto perchè nessuno vuole risolvere questa guerra che non avrà mai fine in Palestina? Guerra che è poi portatrice di un' instabilità in Medio Oriente che ha origine proprio in quella terra. Riporto lo stralcio di una lettera che appieno si riconduce al mio pensiero:
' I palestinesi devono riconoscere il diritto di Israele a esistere, ma la governo israeliano non viene chiesto di riconoscere il diritto dello Stato palestinese a esistere.
I palestinesi devono porre fine al terrorismo, ma al governo di Israele non viene richiesto di fermare le sue operazioni militari nei territori palestinesi ne di fermare la costruzione degli insediamenti ne di demolire il muro dell' apartheid. I palestinesi devono impegnarsi a rispettare gli accordi, ma nessun impegno del genere è richiesto al governo israeliano, che ha disatteso quasi tutte le disposizioni degli Accordi di Oslo e disatteso tutte le risoluzioni dell' Onu. Qualunque sia l'anno cui ci si riferisce, il numero di civili palestinesi uccisi a causa dell' occupazione israeliana è almeno tre volte superiore a quello dei civili israeliani morti a seguito di attentati. Ma i corrispondenti e i commentatori occidentali, che evocano i sanguinosi attentati suicidi, non parlano mai della sanguinosa occupazione.
Arafat era corrotto e con lui non si poteva trattare; con Abu Mazen non si è trattato, perchè debole coi terroristi; con Hamas non si tratta perchè terrorista; con il governo di unità nazionale non si tratta perchè non riconosce Israele. Nessun governo palestinese è accreditato a trattare. Non si tratta con nessuno, perchè cosi Israele si può tenere i territori e farne quel che vuole. Questa la politica dei governi istraeliani dalla morte di Rabin, 1995, a oggi; questa la loro politica di pace. Con l'appoggio pieno degli USA e l'acquiescenza dell'Europa. '
Aggiungo che è ora di smettere di essere tacciati di antisemitismo quando si parla negativamente degli ebrei. Basta nascondersi dietro ad un dito con la scusa dell' antisemitismo. Il problema è grande e deve essere risolto, pacificamente e senza muri che hanno il solo fine di aggiungere odio ad odio. Israele deve scendere dal suo piedistallo e iniziare a comprendere anche le ragioni dei Palestinesi, dovute e ragionevoli. Ed è ora che l' Europa faccia qualcosa, che le Nazioni Unite facciano valere la loro credibilità, altrimenti possiamo smantellare questo organo se non è in grado di fermare la costruzione di odio con quel muro maledetto. Basta. E ora che gli americani la smettano di difendere la politica ingiusta di Israele. Che questo piccolo stato muova la politica economica americana lo si sà. Che Israele è l' unica roccaforte filo-americana in medio-oriente pure. Basta con questa politica poco trasparente, dove se un missile israeliano cade in mezzo ad un mercato mietendo decine di vittime, lo si considera un errore di guerra. Mentre se un palestinese si fa saltare in aria e solo uno sporco terrorista. Odio la politica israeliana, fondata sulla strumentalizzazzione della Shoah, per distogliere in questo modo gli occhi delle persone dalle porcate che compiono in medio-oriente.
Un paese allo sbando, ma pur sempre la mia patria...
Mi sono sempre chiesto a cosa può servire la politica nel nostro Paese. Ho smesso di credere ad essa moltissimi anni fà, con la caduta del pentapartito e l' inizio dei processi di mani pulite. Da allora provo solo grande rabbia nel vedere politici corrotti sedersi laddove il buon costume non è più un valore, ma anzi visto come debolezza. Provo una grandissima rabbia nel vedere eminenti politici urlare ai quattro venti i loro ideali politici salvo poi cambiare idea a seconda del' evenienza del momento. La sinistra che critica la guerra in Iraq salvo poi aver chiuso gli occhi davanti al genocidio dei bosniaci. O quella destra incolpare l' appoggio italiano alla guerra senza l' egidia dell' ONU nei balcani salvo poi intraprendere una guerra per il petrolio in appoggio agli Usa. Politici falsi, corrotti, maleducati ma soprattutto privilegiati. Fare il politico oggi che valenza ha? Perchè godere di privilegi inutili quando il loro unico compito è quello di mettere in pratica il volere dei cittadini che li hanno eletti? Detesto l' attuale classe politica. Qualcuno mi aveva illuso, come per esempio Bertinotti. Non perchè di sinistra. Ma per le sue parole, per la sua prospettiva a riguardo del nostro Paese. Ma alla fine, come tutti gli altri. O Bossi, il quale avesse avuto un poco di più i coglioni in talune decisioni, ora probabilmente sarebbe un perno della politica italiana. E invece tutti della stessa specie, capaci nel proferire le campagne elettorali più audaci, le promesse di miracoli, di cambiamenti di rotta, di prosperità per il nostro Paese. E invece il solito futuro ci aspetta, nero o forse più. Questi politici che combattono la droga salvo poi mettere sotto catene degne del medioevo un servizio che ne svela il loro uso a Palazzo. Capaci di mettere alla gogna chiunque salvo poi gridare alla privacy quando certe foto ritraggono eminenti politici di Palazzo in momenti della loro vita poco 'piacevoli'. Gli assenteisti per motivi futili, ma pur sempre pagati con i nostri soldi. Votati da noi per cambiare le sorti del Paese, salvo poi trovarli a colazione in qualche bar di Trastevere o chiusi in qualche camera con la Pupa di turno a praticare la tanto diffusa ginecologia moderna. Mi chiedo, ma basta essere votati per diventare come loro? E' davvero il sistema malato che porta a diventare melma tra cialtroni, o è nel loro dna ancor prima di essere eletti? Perchè a questo punto preferivo Ilona Staller. E magari anche Craxi, oggi divenuto simbolo nazionale contro la tirannia dei giudici. Scappato da questo Paese ingrato che è l' Italia. Morto latitante. In una parola, un delinquente. Ma quanti oggi sono delle persone inutili o peggio, dannose per il nostro Paese, che siedono laddove conta? Troppi. Odio i loro privilegi, odio le auto blu, odio lo status symbol che si sono creati, odio le loro pensioni d' oro quando gli italiani faticano ogni giorno, odio i loro discorsi, inutili e adulatori. Abbiamo una classe politica che dovrebbe essere rifondata. Una pornodiva, un transessuale, un miliardario...sarebbe la trama perfetta per un film comico. Ma invece è realtà, perchè nel nostro Paese tutto è possibile. Oggi il gay-pride, domani il family-day. Come se il nostro Paese avesse come problema di maggior conto e urgenza le unioni di fatto. Se un ricchione vuole sposarsi, vada a Las Vegas. Vuole figli? Bene, si rimetta sulla giusta strada. E invece tutti a sfilare. Sfiliamo oggi, domani e dopo-domani. Tanto l' importante e scendere in strada, sotto il bel sole, a cantare e gridare allo scandalo di questo o quel governo. Classe politica indegna di un popolo di coglioni. Si, perchè in fondo siamo un popolo buono, ma anche coglione. E non di certo, come dice il nano, perchè qualcuno vota a sinistra. Siamo coglioni perchè votiamo.
L' inizio di tutti i mali?
L' America. Il Paese più bello e vario del mondo del mondo governato da un gruppo di guerrafondai. Il Paese dove si narra essere la culla della democrazia salvo poi morire per strada se non si ha l' assicurazione sanitaria. Il Paese dove sono stati uccisi i pellirosse e messi a catene milioni di neri. Dove l' intolleranza e razzismo viaggiano su due binari ben distinti. Dove se hai la pelle nera vieni ancora discriminato. E magari picchiato. L' unico paese dove una segretaria unge pompini al presidente e dove l' inquinamento non fa rima con protocollo di Kyoto. L' unico paese che è risucito a far credere al mondo che le sue guerre sono giuste, che Saddam aveva le armi chimiche, che Bin Laden è nascosto in un formicaio e che il Vietnam era necessario. Credo l' America sia in contraddizzione in ogni dove. Un paese bellissimo, anche troppo. Dove però il razzismo non è stato ancora sradicato. Neri, messicani, cubani...una convivenza difficile, dove lo straniero viene sempre visto di cattivo occhio. E' un peccato vedere gli Usa governati dal quel lucifero di Bush. Meglio Clinton e le sue orge, a una famiglia di guerrafondai come i Bush, Senior e Junior. Prima stringono accordi con Bin Laden, salvo poi fargli una guerra spietata. Insomma, il peggion nemico che una persona possa avere, oggi amico ma domani con la pistola puntata contro. Che muioano obesi questi americani, loro e i loro fottutissimi fast food. Incapaci di mangiare, di dire le bugie che siano per lo meno credibili, di porre un freno all' inquinamento, di contenere il razzismo. Un paese dove Kennedy è stato ucciso per chissà quale cospirazione interna, dove andare a scuola con la pistola a fare stragi è di moda, dove Miami è un covo di cubani schifosi scappati dalla loro terra. U paese che continua a imporre l' embargo a Cuba solo per via di avere in Fidel Castro il suo leader. Embargo sui medicinali, ovvio. Embargo sui medicinali in molti altri paesi del globo. Si , perchè gli americani sono cosi docili, ma tremendamente bastardi. Dove mangiano come porci, quando il resto del mondo, o buona parte di esso, fà la fame. Dove l' attacco alle torri gemelle...chissà. Bush c' entra? L' America è davvero un Paese strano ma bello, ma odio la sua classe politica, troppo egemonista, troppo convinta di dover controllare le sorti del mondo. Un paese che ci deve ancora dare spiegazioni su Calipari (stiamo ancora aspettando) Ustica (stiamo ancora aspettando) il Cermis (stiamo ancora aspettando) il Moby Prince (stiamo ancora aspettando): ma abbiamo tempo. Baciamo loro i piedi per averci salvato (ma quando???) dai tedeschi, sbarcando in Sicilia e salvando le nostri sorti. Come se non fossimo riusciti da soli a sbarazzarcene. Ma ancora oggi a baciare loro il c**o, a perdonare i loro mille silenzi, salvo poi permetterli di costruire qualche base nel nostro territorio. Fino a quando bisognerà dire loro grazie (da me non l' hanno di certo)? Dobbaimo portarci questa palla al piede per sempre? Non abbiamo già pagato dazio?
Senza l' esistenza non avrebbe senso...
A volte capita di chiedermi come sarebbe la mia vita, il mio mondo senza musica. Non riesco a trovare risposta. La musica è parte integrante della mia vita. La musica è vita. La musica accompagna la mia vita, le mie gioie come le mie più grandi delusioni. La musica è capace di farmi cambiare d' umore, di trasformarmi una giornata grigia in una giornata di sole improvviso. Vivo nella musica, in auto, in casa, in ogni dove. Dentro di me anche nel più totale silenzio si muovono le note della canzone del momento, della melodia che porta i miei ricordi a momenti felici o meno. Adoro tutta la musica, tranne forse quella dura, come heavy metal o cose simili. Dico ciò ma preciso che non ho mai posto particolare attenzione a questo genere. Pop, house, musica italiana, r&b...tutti i generi mi affascinano. Musica anni 60 come musica dei giorni nostri. La musica in fondo non ha età, non ha barriere. La musica unisce, la musica ravviva la nostra esistenza. Le prime cassette - festivalbar '96-, sostituite dai primi carissimi cd - Grammy Award 1998 -, fino alla musica sul computer di casa e sul lettore mp3, rigorosamente iPod. Ho una collezzione di circa 300 compact disc, cui tratto con un rispetto e una cura maniacale. Prima di salire in auto è rigorosamente vietato accendere il motore senza prima aver curato la colonna sonora del viaggio. La musica prima di tutto, sempre e comunque. La musica, e i concerti. Pochi, ma quali ricordi. Skin e Robbie Williams a Milano, da brividi. Eccezzionali. I Negramaro al Nuvolari, e peccato se c' erano tempi migliori per ascoltarli. O semplicemente trovarsi al Cavern Club di Liverpool mentre una band intona Ehy Jude dei Beatles, che tante volte sono stati di casa in questo pub. Brividi. O camminare per le strade di Sarajevo sotto le note di Miss Sarajevo di Bono. Brividi. E ' questo quello che amo della musica, il sapermi regale emozioni gratuite, semplici, vere.
L' oppio dei popoli ?
La religione. L' oppio dei popoli come diceva la frase di apertura del Manifesto del Partito Comunista? Che dubbio. Molte volte mi pongo questa domanda. Parto da un presupposto: credo in un entità superiore, che sia essa Dio, Buddha o Allah. Non credo a tutte le favole che ci vengono raccontate dalla Chiesa. Non concepisco i loro fondamentali, ma li rispetto. L' importante è che non vengano a dirmi cosa è giusto e cosa è sbagliato. 'Beati gli ultimi perchè saranno i primi' . I primi a cosa, a morire? Si fottano! 'Beati i poveri perchè avranno il regno dei cieli' . Cazzo, ma io voglio vivere il presente, al regno dei cieli c'è tempo per pensarci... e poi, lo vadano a dire ai bambini africani. Dove ogni giorno muoiono in migliaia perchè non hanno un bicchiere di acqua. Ecco, andate a dirlo a loro. Predicano bene, e razzolano male. Predicano la povertà, e poi vivono nel lusso. Perchè? Perchè vociferano di non dare valore ai beni materiali che il mondo ci può offrire, e poi l' oro è usato ovunque ed esclusivamente, nel mondo della chiesa?Perchè in ogni dove, i monumenti più belli sono sempre le chiese? Dove al loro interno possiamo trovare le opere più mirabolanti? Dove si sono sprecati tanti, troppi soldi nella loro costruzione quando quei soldi avrebbero potuto sfamare intere città. Ecco, io dò la stessa valenza e importanza dal punto di vista religioso ad un santino tanto quanto al Cristo del Mantegna. Per me è importante ciò che essa rappresenta e ciò che essa è per me. Il suo valore in termine economico non mi tocca. Perchè lo stato italiano mantiene questa banda di nullafacenti? Perchè devono condurre una vita agiata quando per le città italiane esistono poveri in ogni angolo? Non lo trovo giusto. Non voglio che si riducano a fame, ma che conducano una vita consona ad una persona comune. Basta lussi, basta privilegi. E poi arriva quel cojone di un imprenditore e li concede l' esenzione dall' Ici. Salvo poi aumentare le tasse a noi poveri comuni mortali. Ho una cattiva visione di preti e suore. Ovviamenti vi sono eccezzioni, ma credo il clero si sia imborghesito troppo in questi ultimi tre decenni. Si è abbandonato al lusso di questa vita terrena. Cazzo, ma queste suore di clausura, invece di stare tutto il giorno estraniate dal mondo, si tirino su le maniche, e vadano ad aiutare il mondo a sopravvivere. In ogni dove vi è bisogno di persone che possano dare una mano ai bisognosi. Nelle favelas, in Africa, o anche solo nelle nostre città, nella vita di tutti i giorni. Anziche passare ore a pregare che questi poveracci a cui la vita ha offerto poco abbiano la salvezza divina, si diano una mossa, e si preoccupino di dargli la salvezza terrena.
Impossibile farne a meno ...
Come per la musica, come potrebbe esservi esistenza senza amicizia? E' parte integrante in ognuno di noi, delle nostre vite, passate e future. Molti conoscenti, pochi amici. Ma quei pochi, veri. Verissimi. Amicizie profonde, durature, semplici. L' amicizia che mi lega a talune persone è cosi forte che va oltre ad errori od incomprensioni. In fondo l' amicizia è saper parlare, sapere interagine anche se di idee e prospettive diverse. Ho la fortuna di avere amici che mi sanno assecondare, proteggere, invogliare a seconda dell' evenienza. Salvo poi accettare le mie decisioni, giuste o sbagliate che siano, ma sempre consapevoli di aver posto la loro attenzione e il loro pensiero. Se devo chiedere un favore so di poter contare su alcune persone. Solo quelle. Cosi come loro sanno di poter contare su di me. E pazienza se a volte ho errato, ne chiedo scusa. Non sono perfetto, e se lo fossi sarei anche noioso. Mi auguro di aver tratto insegnamento dagli errori del passato per poter dare a loro, i miei amici, quello che loro donano a me. Sono sincero, credo davvero di essere molto, molto fortunato. La mia esistenza si basa su solide basi, la mia famiglia e i miei amici. Poche persone, ma su cui posso costruire giorno per giorno il mio futuro. Ho passato un perdiodo della mia vita lontano da loro, senza un motivo particolare. Giuro, è stato difficile, se non impossibile come momento. Mi mancava l' essere tra loro, la loro comprensione e anche le loro lamentele. Per questo, ancora oggi, ringrazio quella persona che ha riallacciato i rapporti con me, facendomi tornare parte integrante del gruppo stesso.Oggi posso dire che abbiamo raggiunto quell' unità che ci rende più che amici, uomini,, anche se a volte pecchiamo di quella finta cattiveria, pur volendoci davvero bene. Pronti sempre ad aiutarci nei momenti di difficoltà. Abbiamo passato momenti difficili, uno in particolare, cui solo l' unione fra noi ci ha permesso di superare quel periodo cosi difficile. Superare, ma non dimenticare. E' stato difficile vedere una persona a cui tieni partire per un lungo viaggio, senza possibilità di ritorno. Io la trovo una cosa incomprensible. Non credo sia possibile, non è giusto, non è giusto che qualcuno ti prenda e ti porti via con se. Cosi, senza motivo. Non l' accetto. Per questo sarà sempre in mezzo a noi, anche se solo con il pensiero. E sò che ognuno di noi, si, ognuno di noi è a lui vicino. Perchè l' amicizia va oltre la vita terrena, oltre la vita di tutti i giorni.
PER SEMPRE VICINI.
Sinonimo di vita...
Il calcio, la mia vita. Il gioco più bello del mondo, rovinato dal dio denaro e da quattro imbecilli. Il calcio cambiato, dove le bandiere sono solo più quelle agli angoli del rettangolo di gioco, e non più Franco Baresi, Bruno Conti o Roberto Mancini. Quando ascolti una partita senti dire corner, off side, golden gol. E non riesci a capire il perchè di tutti questi vocaboli anglosassoni, quando abbiamo giocatori che non riescono a distinguere il latino dall' inglese. Dove vedi giocatori diventare piò famosi all' Hollywood anzichè in campo per le loro performances. Giocatori morire in panchina con il solo scopo di spremere contratti milionari. E che importa se poi la domenica per la 456 volta in sette anni si è andati in tribuna. L 'importante è fare parte del gruppo, è l' importante è ritirare la gratifica a fine mese per acquistare l' ultima auto che fa moda. E poi che importa se i tifosi ti gridano venduto, in fondo siamo nell' era moderna, si cambia squadra come Rocco Siffredi patatine. Ecco, un poco mi fa schifo questo calcio, dove ogni estate anzichè andare in vacanza come tifosi per due mesi, ti devi assorbire scandali di ogni genere. Uruguaiani con dei bisnonni di Valmala, politici che spalmano debiti alle società quando ad un operaio che non paga l' ici - e col ca++o lo condonano- dove i giocatori vorrebbero giocare sempre nella scala del calcio, San Siro, non perchè è il tempio del pallone, ma perchè di li alla Milano Divertimento ci sono poche centinaia di metri. Ecco, si, mi fa davvero un poco schifo. Ho smesso di guardare le trasmissioni sportive, mi basta guardare la partita, e trarre le conclusioni da me. Per sentire quattro scemotti e una pupa -il quale crede l' Inter sia una squadra di Torino e il Chievo di qualche paesino sperduto del meridione- dire immense stupidate, e magari anche litigare per fare più audience, bhè, onestamente preferisco una canzone da endovena di Masini e una pizza avariata di qualche giorno prima. Quando ho iniziato a tifare calcio le cose erano diverse, più semplici. Il calcio era davvero un gioco, oggi è un bisiness. Dove non potranno mai più esserci miracoli come Samporia, Verona o Napoli. Ma dove al massimo l' Inter 3 batterà il Milan 2, e l ' Inter 2 classificata 17esima potrà partecipare alla coppa Uefa, allargata anche alle squadre classificate penultime. Dove la Coppa Campioni è divenuta Champions League, la Coppa Coppe messa in quarantena e dove la Coppa Uefa è aperta anche alla squadra che fino a ieri giocava nel cortile di casa mia. Più partite, più dirette, più audience, più soldi. Rose di 45 giocatori, giustamente allargate perchè non si può mai sapere, e se il pulmann che porta a casa l' Inter 1 ha un incidente? Gioca l' Inter 2. Il pallone mi aveva fatto innamorare ancor giovane, la mia prima partita a quindici anni a Genova, la mia casa. Da allora sono scappato dal nido paterno per la mia squadra, ho girato l' Italia del Nord pur di ammirare lo spettacolo, a detta di molti, più bello del mondo. Più passano gli anni, più le cose peggiorano. Speriamo ci sia una virata che possa riportare il gioco più bello del mondo a quello che in realtà è, un puro e semplice sport.
Un bene troppo grande per essere buttato al vento...
Ah, la vita. Qual magnifica cosa essa è. Il bene più grande, ma anche il più sottovalutato. La vita, quel bene cosi importante di cui non ci rendiamo conto. Vita, ogni giorno un emozione e un esperienza diversa. Quella cosa di un valore inestimabile, ma che ti accorgi quanto possa essere importante solo nei momenti di difficoltà. Io mi reputo una persona apparentemente felice. Tutto quello che ha un prezzo c'è l' ho o lo posso comprare. Ma la felicità non ha prezzo, non è merce. In fondo non si può avere tutto, ne sono consapevole. Per questo, seppure mancandomi quella parte vitale per ognuno di noi, mi considero comunque fortunato. Ho molto dalla vita. Quel 'molto' che altri si sognano, quelle possibilità che per altri sono inaccessibili, quella fortuna che ad altri è mancata. Solo pochi anni fà è venuta in me quella consapevolezza che mi ha portato a comprendere quanto la vita possa essere bella, e quanto la mia vita sia bella. La malattia di un familiare, avvenuta cosi all' improvviso. Capire cosa si cela negli ospedali, quali sofferenze è sottoposto l' uomo ogni giorno. La perdita della mobilità, della coscenza, della ragione, della dignità. Persone che soffrono, ma che trovano in essi una forza di vivere che non ha eguali. Trovano in essi una forza di vivere incredibile, anche se consapevoli di avere i giorni contati. Poco ci preoccupiamo di noi, della nostra vita. Un sorpasso azzardato, un rischio corso inutilmente, un azione svolta senza prestare attenzione. Azioni che possono portarci seri problemi, che se solo curassimo con una maggiore attenzione.