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DANIMARCA

Agosto 2007

Arrivo a Copenaghen dopo un viaggio durato circa dieci ore di bus. Partito da Stoccolma (ahimè, adorata Stoccolma!) verso le undici dalla stazione Centrale, giungo nel cuore di Copenaghen la mattina di buon ora, verso le otto. Il viaggio in bus è stato lungo ed estenuante. Non riuscivo ad allungare il sedile nella posizione più adatta per dormire e non riuscivo a bloccare lo schienale nella posizione a me più comoda. E tornava sempre nella posizione originaria. Una palla assurda.
Dopo una breve sosta ad un autogrill dove mi sono rifornito di viveri, ripartiamo per le ultime sei-otto ore di bus.
A Copenhagen il bus sosta vicino alla stazione centrale in Vesterbrogade. Il tempo è grigio con possibilità di pioggia. Ma per una volta tanto il cielo si apre verso metà mattinata lasciando intravedere un tiepido sole. Come sempre, senza sapere dove cavolo mi trovo e senza cartina alla mano, mi affido alla buonasorte e alle informazioni delle persone del luogo. Per mia fortuna la stazione ferroviaria di Copenhagen è a pochi passi dalla fermata dei bus.
Mi precipito al suo interno nella speranza di trovare un centro informazioni. La stazione è molto trafficata ma comunque pulita.


 

...lungo le vie della capitale danese...

Copenhagen è la città più grande della Scandinavia, moderna metropoli all' imboccatura del Mar Baltico.
Il centro informazioni non dispone della mappa della città, cosi mi tocca riniziare tutto da capo e cercare altrove un centro informazioni. Inanzitutto decido di rifornire il mio stomaco con una buona colazione in uno dei tantissimi bar che si trovano all' interno della stazione. Vengo cosi a contatto con la corona danese e con i prezzi esorbitanti di Copenhagen.
Non a caso è una delle capitali, forse seconda solo a poche altre ( ma prima di una città come Londra ), come costo della vita. Dopo una mezz' ora passata in un bar della stazione a fare colazione e a riprendere le forze rimettendo le ossa a posto dopo il lungo viaggio, riparto con i miei bagagli alla ricerca di qualcuno che possa darmi le informazioni di cui vado in cerca..
RADUSPLADSEN Non chiedo molto, una cartina della città e un albergo a buon prezzo dove passare le successive notti.. Uscito dalla stazione ferroviaria ( la piazza antistante è in ristrutturazione ) mi imbatto in una via trafficatissima, Bernstorffs Gade, una delle due grandi arterie che costeggiano il Tivoli, ora in fronte a me. Deduco di non essere lontano dal centro cittadino e all' incrocio con Kalvebod Brygge la fortuna mi viene incontro. Casualmente noto poco lontano una signora di mezza età in sella ad una bicicletta con una bandiera italiana. Non mi lascio sfuggire l' occasione ed incomincio a chiamarla a gran voce. La signora organizzava tour guidati della città per cittadini italiani. Dopo avermi consegnato una piccola ma utile mappa della capitale danese, mi indica la strada per il Tourist Information. Era a cento metri di distanza da dove mi trovavo in quell' istante. Vi ero passato davanti dall' altra parte della strada senza però scorgerlo, pochi istanti prima. Mi dirigo verso il TI ma una volta al suo interno , mi viene la sensazione di aver sbagliato locale. Mi trovo, infatti, dentro una panetteria-bar. Ma cado in errore: si tratta di un locale unico dove da una parte è dedito a Tourist Information e dall' altra a negozio-bar. Sono in anticipo di una ventina di minuti ( strano...) ma nell' attesa sono felice di potermi riposare su una comodissima similpoltrona nell' attesa delle ore nove, orario di apertura.
Vengo quindi in possesso di una mappa della città. Inizio a prendere confidenza e soprattutto ad avere un minimo di orientamento osservando la mappa. Mi consiglia, la ragazza del Tourist Information, un hotel non troppo lontano dal centro cittadino e viste le mie esigenze, non troppo costoso. Riprendo i miei pesanti bagagli e inizio la mia camminata verso XXXX, luogo in cui si trova la mia nuova sistemazione per i prossimi giorni in terra danese. Situato a circa un chilometro e mezzo dal Tivoli e dal Radhus Pladsen, il mio hotel si trova in una zona relativamente tranquilla oltre il fiume XXX. Posato i bagagli e dopo una doccia che mi rimette in forze, esco immediatamente alla scoperta di Copenhagen!
La mia attenzione viene attirata dal numero esorbitante di biciclette che affollano le strade della capitale danese. Anche a Stoccolma era mezzo diffuso, molto diffuso l' uso delle due ruote. Ma a Copenaghen è un qualcosa che ha dell' impressionante. A parte le due grandi arterie che costeggiano il Tivoli, molto trafficate, il restante delle strade è preso d' assalto da uomini e donne, giovani e vecchi sulle due ruote. Non esiste strada a Copenhagen cui non vi sia corsia preferenziale per le biciclette. Costeggiano i marciapiedi e hanno semafori a loro apposta. Biciclette ovunque lungo le strade, parcheggiate ad ogni angolo. E cosa ancora più sorprendente, ( per me di razza italica ), è vedere biciclette incostudite senza lucchetti o altri aggeggi per mettere i loro mezzi al riparo da ladri. Sono lasciate senza catene, senza la paura che qualcuno possa rubare il loro mezzo di trasporto. Poche sono 'sotto protezione', e deduco possano solo essere di turisti !
Molte di esse vengono date in uso per pochi spiccioli di cauzione ( pochi spiccioli per i danesi ovviamente ) ai turisti o a chi necessita, per muoversi all' interno della città. Sistema che si sta sviluppando, anni e anni dopo, anche in Italia. Si prende a noleggio una bicletta dai tanti 'parcheggi' posti nella città e la si riposa ( una volta finita l' esigenza ) sempre in detti parcheggi convenzionati. Il servizio è totalmente gratuito ed usufruibile 24ore su 24.
Raggiunto il centro cittadino, più precisamente Radhus Pladsen, mi accovaccio una decina di minuti per osservare il cuore pulsante di Copenhagen. La Radhus Pladsen, piazza del Municipio, diventa per me il punto di partenza per la visita della città in questi tre giorni di permanenza nella capitale danese.
Da questa vasta piazza ha inizio l'isola pedonale dello Strøget. Strøget è considerato il vero centro di Copenaghen. Si tratta di tre strade riservate al traffico pedonale, su cui si affacciano un'infinità di negozi; di questi solo pochi sono tipici danesi (in particolare i negozi di design), mentre facile è trovare le grandi marche internazionali della moda. Ai due estremi si trovano le due piazze principali e di maggiori dimensioni, Radhuspladsen e Kongens Nytorv. La zona è in genere molto affollata di giorno, soprattutto da turisti mentre la sera non si trovano facilmente anime, le quali si rifugiano nei numerosi bar, pub e discopub delle vicine vie parallele e traverse.
DANIMARCADopo una ventina di minuti seduto ad ammirare la bellissima Radhuspladsen, decido che le ultime ore della giornata le dedicherò all' incontro con la cittadina più famosa agli occhi del mondo della capitale danese. La sirenetta. Anzichè però attraversare Strøget percorro Andersen Boulevard, e giungo nei pressi di Chriansborg.
Il palazzo di Christiansborg è situato nel centro di Copenaghen, sulla piccola isola di Slotsholmen (che significa Isola del Castello), nel porto.
È la sede dei tre poteri supremi della Danimarca: il potere esecutivo, il potere legislativo e il potere giudiziario. È l'unico edificio al mondo dove avvenga questa identità delle sedi di tutti i tre poteri supremi di una nazione.
A vederlo oggi, nelle sue forme imponenti e severe, è difficile immaginare i secoli di storia che questa struttura relativamente recente (1907) riassume in sé. Sulle rovine dell'antica fortezza (XII secolo) che diede origine alla città di Copenaghen sono state erette, poi distrutte, poi ricostruite diverse residenze reali, dal XV secolo in poi.
Oggi il castello ospita il parlamento, la Corte Suprema, gli Uffici del Governo, oltre alle sale di rappresentanza degli ex appartamenti reali, lussuosamente arredati anche con opere recentemente scampate a distruzioni precedenti. Da notare nel complesso quanto ancora sussiste delle precedenti costruzioni: lo scenografico cortile del maneggio; la neoclassica cappella di corte, con statue di Bertel Thorvaldsen; il settecentesco teatro di corte, che ora ospita un museo dedicato alla storia del teatro; le scuderie reali, settecentesche, con annessa un'interessante raccolta di carrozze.
Tutt' attorno le strade sono poco trafficate e le poche persone che incontro sono perlopiù turisti.
Proseguendo in direzione Holmens mi imbatto in una manifestazione organizzata dai giovani cittadini di Christiana. Diverse pattuglie di polizia locale controllano la manifestazione che si però si svolge senza nessun problema di ordine pubblico .
Dopo una decina di minuti di cammino raggiungo Tolbod Gade, via che costeggia il canale Inderhavnen e che mi porterà diritto nei pressi di Kastellet.
Ed è solo dopo un altra mezz' ora di cammino che raggiungo il luogo dove la sirenetta ' vive '. Una miriade di turisti affolla la zona.

...la bella e triste sirenetta...

Era come la immaginavo. Molte persone rimangono delusi dalle sue forme minute.
RADUSPLADSEN Mi riposo ed ammiro questo piccolo simbolo di Copenhagen e di tutta la Danimarca . E' incredibile la mole di turisti che vanno e vengono da questo piccolo luogo. Pensavo fosse ubicata più vicina al centro città e non in una zona quasi periferica di Copenaghen.
E' posizionata su una roccia bagnata dal mare, l'esile figura di bronzo della sirena volge il suo sguardo pieno di nostalgia verso l'Oresund. In riva al mare, la fanciulla danese più famosa del mondo attende malinconica i turisti (molti), dalla terra e dal mare. La prima versione della statua di Den lille havfrue, la Sirenetta, venne realizzata nel 1913. All'inizio quasi ignorata, nel tempo l'opera ha acquisito sempre maggiore popolarità, fino a diventare il simbolo della città, grazie ad alcune foto pubblicate su un giornale americano. Negli anni la statua ha subito vari atti vandalici tra cui una decapitazione ed un lancio in mare (nel 2002). La statua è stata sempre restaurata e rimessa sul suo scoglio, bella e malinconica a riflettere sul suo destino...Mi chiedo come facciano esserci imbecilli atti a demolire un simbolo della loro stessa città.
Ma si sà, la madre degli imbecilli è sempre incinta.
Dopo un' ora passata a contemplare questa piccola 'signorina' cosi carismatica per i danesi e non , riprendo la strada del ritorno essendo ormai pomeriggio inoltrato. Questa volta però entro nel vero cuore di Copenaghen, Strøget.
Non prima però di aver camminato, a mio avviso, lungo la via più viva, bella e carismatica di Copenaghen: Nyjavn.
Il pittoresco canale Nyhavn è stato scavato per permettere ai commercianti di accedere al cuore della città. Da sempre è rifugio di marinai e scrittori, fra cui Hans Christian Andersen, che viveva al numero civico 67. Lungo il canale sorgono case con frontone e caffè alla moda con tavolini all'aperto che con il sole si riempiono di gente.
All'inizio del canale c'è un'enorme ancora di fregata a ricordo dei marinai danesi che persero la vita durante la seconda guerra mondiale al servizio delle marine mercantili alleate. La zona nord del canale era un tempo un'area malfamata, mentre oggi è diventata una delle zone più vive e frequentate della città, con caffè e locali alla moda.
L' armonia del posto, i colori vivaci delle case che costeggiano il canale, le antiche barche ormeggiate rendono questo luogo davvero unico. La via è sempre affollatissima, chi per passeggiare chi per gustarsi nella totale tranquillità una buona birra.
Proseguo il mio cammino, nonostante sia ormai esausto!
All'inizio di Nørregade sorge la Vor Frue Kirke, una delle più antiche chiese della città, ma attualmente di aspetto neoclassico. Poco distante si trova la Helligåndskirke, più volte distrutta e ricostruita infine nell'antico aspetto rinascimentale. Nucleo dello Strøget è la Amagertorv, bellissima piazza circondata da edifici sei-settecenteschi vero e propio cuore del centro storico di Copenaghen.
E' una via chilometrica ed elegantissima. Qui si affacciano moltissime boutique dei nomi alla moda più importanti dove l' Italia la fa da padrona. Affollatissima, è piacevolissimo camminare scorgengo qua e là qualche artista di strada, qualche rappresentazione particolare o semplicemente qualche manifestazione all ' aria aperta. Vi si incontrano nella camminata lungo questa via alcune piazze molto ma molto belle.
La Kongens Nytorv è la piazza più grande di Copenhagen dove al centro c’è la statua equestre di Cristiano V a cui si deve la piazza.Nella piazza Amagertorv invece si trova la fontana delle cicogne, chiamata così dai copenaghesi anche se in realtà rappresenta tre aironi. E' la fontana più discussa della città, contestata dai cittadini al momento della sua installazione, spenta e riaccesa dal comune, ritrovo di hippes negli anni '60 e luogo di appuntamenti oggi.
RADUSPLADSENDopo aver ammirato e passeggiato per oltre un' ora lungo la via più famosa di Copenaghen, mi concedo un thè caldo nell' immancabile McDonald's.
Giunto nuovamente in prossimità di Radhus Pladsen mi dirigo verso una delle attrattive più famose di Copenaghen: il Tivoli.
I Giardini di Tivoli sono un famoso parco di divertimenti di Copenaghen, in Danimarca. Il parco fu aperto il 15 agosto 1843 e, a parte il Dyrehavsbakken nella vicina Klampenborg, è il più antico parco di divertimenti che sia sopravvissuto intatto fino ad oggi. È una grande oasi verde all'interno del centro cittadino caratterizzata da vasti boschi e popolata da animali selvatici. Il parco divertimenti, nonostante sorga all'interno di tale oasi, rispetta l'ecosistema del giardino circostante.
L' entrata costa 'soli' dieci euro, e all' interno la maggior parte delle attrattive, per non dire tutte, sono a pagamento. E' senz' altro bello passeggiare in un mondo fantastico come il Tivoli, fatto di giostre strane, palazzi incredibili, laghetti e una miriade di persone. Senza saperne il motivo rimango un poco deluso dal Tivoli. Mi aspettavo un qualcosa di diverso, un parco molto più grande e particolare.
Non importa, cammino volentieri tra una memorabilia e l' altra fino a quando stanchissimo, mi svacco mezz' oretta per riprendermi dalla lunghissima passeggiata!
Sulla strada del ritorno consumo la mia cena in un locale vicino al mio albergo. Dopo una giornata davvero faticosa un bel piatto di pasta e una buona birra ci volevano!
Ora capisco perchè la capitale danese ha un tenore di vita tra i più alti d' Europa. Come prezzi non ha nulla da invidiare a Londra e per noi poveri italiani è un continuo ed inesorabile massacro!
Ritorno alla mia camera esausto dopo aver passeggiato per ore nelle vie di Copenaghen. La prima impressione sulal città è molto buona. Non è Stoccolma, certo. Copenaghen è bella e piacevole nel suo complesso, ma di certo non come la capitale svedese.
Vado a dormire pronto a svegliarmi l' indomani per un' altra faticosissima giornata nelle vie della capitale.
Svegliato alla solita ora, intorno alle otto e trenta, riparto per raggiungere Stadhus Pladsen.
Sulla piazza un' enorme televisore trasmetteva le immagini della settimana della moda europea che si teneva proprio nel Radhus. Fashion Week in Copenaghen era un' attrattiva per centinaia di persone che la sera si ritrovavano ai piedi del municipio.
Il municipio è uno degli edifici senz' altro più rappresentativi della città.
Si affaccia sull'omonima e vasta piazza (Radhusplads), da cui si parte solitamente, come nel mio caso, per conoscere la città.
Il Municipio risale al periodo tra il 1892 e il 1905, a opera di Martin Nyrop.L'architetto si ispirò allo stile rinascimentale italiano.
Molto bella è la facciata principale decorata di numerose statue di personaggi importanti della città, tra cui il vescovo Absalon, noto per aver fondato Copenaghen, collocata sul portale.
All'interno è custodito un autentico tesoro : qui potrete ammirare tappezzerie, dipinti, mosaici, marmi e soprattutto l'orologio astronomico di Jens Olsen.
Ma il vero spettacolo si gode dalla torre del municipio alta ben 105 m: da qui, infatti, potrete godere uno splendido panorama della capitale.
Decido ovviamente di salire in cima al Radhus, ispirato dalla sua forma e dal panorama che esso mi può offrire sulla città. Acquistato il biglietto è necessario attendere fino a quando non si raggiunge un numero consistente di persone per poter iniziare la 'scalata' alla cima. Ci inoltriamo cosi all' interno del Radhus, dove nella sala principale si svolge Fashion Week in Copenaghen, e successivamente in altre sale dello stesso. Accompagnati da un visore del municipio il quale ci indica la strada, arriviamo fino a dove hanno inizio le scale per la salita alla torre.
Dopo numerossimi scalini arriviamo finalmente in cima da dove si gode un panorama mozzafiato a 360 gradi sulla città. La piazza sottostante si ammira nella sua vastità e in tutta la sua bellezza. Dalla cima si può praticamente avere una visione completa di Copenaghen. E' senza dubbio una visita immancabile a chi trascorre qualche giorno nella capitale danese.
Dopo un ora passata ad ammirare la città dall' alto , mi dirigo verso quella parte di città che più mi incuriosisce, Christiansvhan. Qui vi si trova una comunità del tutto particolare : Christiania.
Per giungere in questa piccola enclave da Radhus Pladsen mi dirigo verso Amager Boulevard, oltre il ponte sul canale Hinderhavnen . Per la strada mi concedo l' acquisto di una birra che a mia sopresa è una Moretti !


...il quartiere particolare di Christiana...

CHRISTIANAArrivato nei pressi di Christiania inizio a guardarmi intorno. Il quartiere dove Christiania sorge è tranquillo, ogni tanto si vede qualche giovane acconciato in maniera del tutto particolare trascinare qualche cassa di birra ma nulla che possa far pensare ad una zona periferica delle nostre malfamate città italiane.
Christiania, con le sue contraddizioni e le sue utopie, esiste ormai da 30 anni, e nessuno è riuscito a distruggere il sogno cominciato agli inizi degli anni Settanta. Era appena finita la breve estate del 1971 quando 1000 hippy contestatori si riversarono in una zona militare abbandonata, per creare un luogo ideale dove vivere e crescere insieme.
La comunità si è basata per trentanni sul principio dell’autogestione e della propietà collettiva, ma era diventata famosa in Europa perché al suo interno vi era la libera circolazione delle droghe leggere. Totalmente bandito invece l’uso e lo spaccio di droghe pesanti.
Al suo interno famosi erano i negozietti d’artigianato, la centralissima "pusher street" e i servizi per i cittadini, tutti totalmente autogestiti. La cittadina danese era conosciuta anche per i suoi edifici colorati, per il divieto di circolazione per le automobili e per la mancanza di forze dell’ordine. Esperimento sociale unico al mondo e attrazione turistica,
Il Loppen, lo spazio più grande per i concerti, ha ospitato centinaia di gruppi provenienti da ogni angolo del mondo, senza preclusioni musicali di sorta. Quasi ogni sera sale sul palco una band. Nei giorni a venire (purtroppo per me in quella data ero a Berlino) si esibiva Etienne De Crecy.
Ma l'attenzione viene richiamata da uno strano negozio: qui ha sede uno dei più famosi costruttori di biciclette di tutta la città, Pedersen. Gli occupanti infatti sono schierati da sempre a favore del mezzo pubblico e per l'uso delle biciclette. Un immenso striscione all'entrata chiede una città senza macchine. Pedersen vende modelli molto strani ma tutti estremamente comodi e maneggevoli, richiesti anche oltreoceano. Possedere una di queste bici è quasi un privilegio a Copenaghen, sia per il prezzo, sia per la limitata produzione. Tra le più apprezzate c'è la versione familiare: una bicicletta con un contenitore davanti capace di accomodare bambini, animali e capienti buste della spesa. Insomma una bicicletta tuttofare, diffusissima in città.
E' davvero bello vedere mamme e papà pedalare su queste biciclette con davanti i loro bimbi sfrecciando nella totale tranquillità di Copenhagen.
All' entrata è posto un cartello con la dicitura 'welcome to christiana' mentre dall' altro lato viene riportata ' we are entering in Eu '. Mi addentro quindi all' interno di questo quartiere, se cosi si può chiamare, con un misto di diffidenza verso la sua popolazione. Essendo italiano diffido normalmente di chiunque, figuriamoci di chi viene ritenuto 'particolare' ( ma quale è la reale normalità? Esiste o ci sono solo i pregiudizi delle persone stupide? ).
Invece vi sono molti turisti poichè passeggiare nelle vie di Christiana non comporta alcun rischio. La sua popolazione vive in totale pace senza disturbare nessuno, tantomeno i visitatori. Camminado lungo Pusher Street ( nome fantasioso! ), due ragazze sedute in una costruzione sulla via mi domandano se sono italiano.
Purtroppo il più delle volte noi italiani siamo riconoscibili all' estero a chilometri di distanza, vuoi per il nostro modo di vestire, vuoi per il nostro modo di fare o comportarci.
Mi siedo insieme a loro discorrendo del più e del meno per circa un' oretta. Sono di Torino e sono in vacanza qui a Christiana dove, in cambio di qualche ora di lavoro all' interno di un ' bar ' CHRISTIANAottengono alloggiamento per la notte.
Dopo averle salutate continuo il mio giro attorno a questa isola nel cuore di Copenaghen in tutta tranquillità, con uno stato d' animo completamente diverso da quando stavo per fare il mio ingresso in questa comunità. Proseguo in direzione di un campanile che attira in modo particolare la mia curiosità.
La chiesa che sorge nei pressi di Christiana, non è di particolare interesse se non per via di questo campanile, dove è possibile accedere alla sommità. Particolarità di esso è dato dal fatto che gli ultimi dieci-quindici metri sono all' aria aperta.CHRISTIANA
Pagando un prezzo modesto si accede alle scale che portano alla sommità. Devo dire che le ultime rampe all' aria aperta a un centinaio di metri di altezza rendono molto emozionante la salita. Arrivare fino all' ultimo gradino dove la scala ormai è strettissima e ci si trova a qualche centimetro dalla cupola, con la ringhiera alta poco più di mezzo metro , ha dell' affascinante. Per chi soffre di vertigini questa ultima rampa è impossibile. Ho incontrato due spagnoli di cui uno, poverino, scendeva un gradino alla volta in non meno di un minuto. Aveva le mani che tremavano...mi sarebbe piaciuto darli una pacca sulla spalla e salutarlo, ma immagino sarebbe morto di infarto! Una ragazza invece posta sull' ultimo scalino, si sporse per una foto che il fidanzato si apprestava a scattare dal basso della rampa. Entusiasta voglio una una foto di questo genere anche io. Prego lo spagnolo compagno di quel poveretto che ancora si accingeva a scendere pian piano ogni singolo gradino di scattarmi una foto simile. Arrivato alla cima mi sporgo oltre la ringhiera e il guardare in basso mi ha fatto capire quanto ero in alto fossi. Non ho provato paura ma certo è che per due secondi la mia testa ebbe un leggero svenimento! Quella ragazza prima di me aveva invece mezzo busto oltre la ringhiera....pazza!
La foto viene bene fortunatamente al primo tentativo. Ringrazio lo spagnolo sia per avermi scattato con pazienza l' istantanea, sia per non essersi dileguato con la mia macchina fotografica. Avrei pescato comunque l' amico che sicuramente in questo preciso istante, stà ancora scendendo gli ultimi gradini....


...tempo coperto: come sempre!

A questo punto della giornata decido di fare ritorno sul luogo dove ' vive ' la sirenetta consapevole dei chilometri a piedi che devo percorrere.
Il cielo nel frattempo si faceva scuro, più scuro del solito. Nella mia permanenza in Danimarca ho sempre trovato tempo piuttosto coperto e grigio.
Nonostante la pioggia sia dietro l' angolo decido ugualmente di raggiungere per la seconda volta il simbolo di Copenaghen. Lungo l' Hinderhavnen sono ormeggiati alcuni yatch enormi. In modo particolare uno, una barca a vela di dimensioni pazzesche. Nemmeno a Saint Tropez ho visto un' imbarcazione cosi grande. Roba da altro mondo per me comune mortale.
Lungo la passeggiata si può notare sulla riva opposta la Copenaghen Opera House, progettata dall’ottantunenne Henning Larsen, che si inserisce in una posizione strategica all’interno della città. Posta al centro dell’isola di Holmen lungo il canale principale di Copenaghen, dialoga infatti visivamente con il castello di Amalienborg, sede della residenza reale danese. E' composta da due sale, una da 1400 posti e un' altra sala più piccola da 200 posti a sedere.
Giunto a poche decine di metri dalla sirenetta inizia a cadere una leggera pioggia. Fortunatamente avevo il mio k-way con me. Mi rifugio dapprima in una cabina del telefono, nel momento in cui la pioggia si fa più intensa e successivamente sotto un albero in fronte alla sirenetta. La pioggia cadeva, poi smetteva per riprendere immediatamente qualche minuto dopo. Speravo solo non scendesse un nubifragio mentre percorrevo la via del ritorno. Cosa che, fortunatamente, non avviene.
DANIMARCADopo un' oretta passata ai piedi della sirenetta riprendo la via del centro città. Attraverso cosi le Kastellet ,una cittadella costruita da Federico III negli anni '60 del XVII secolo. Attraversare il fossato è come fare un passo indietro nella storia - i terreni e l'edificio conservano il carattere originario e la fortezza è ancora circondata da bastioni vecchi di secoli.
Kastellet e Trekroner erano due roccaforti a guardia del canale di Harbour, l’ingresso che immetteva al molo di Larsens Plads. Qui erano costruiti enormi magazzini per custodire le merci scaricate dalle stive. Poco distante, i sovrani avevano i loro palazzi, e una fedele riproduzione di San Pietro in Roma: Frederiks Kirke, la chiesa della famiglia reale.
Frederiks kirken, cioè la Chiesa di Marmo, completata nel 1894, si trova tra la Frederiksgade e la Bredgade. Il progetto originario di questa chiesa che prevedeva di utilizzare il marmo norvegese, è dell'architetto francese N-H Jardin; Nel 1874, il finanziere C.F Tietgen comprò la proprietà e, la costruzione della chiesa precedentemente interrotta per l'onerosità dei costi, potè riprendere. L'architetto Ferdinand Meldahl, progettò per la chiesa una cupola volendosi ispirare a quella della chiesa di San Pietro a Roma.
Qui mi riposo un poco dopo un' altra giornata cosi intensa.
E' qui che giungo dopo aver superato le Kastellet, alla Frederiks Kirken, ed è qui che chiedo cortesemente ad una giapponese di scattarmi un istantanea con la mia macchina fotografica ( su chi è caduta la scelta se non una giapponese?).
Peccato aver scelto una signora senza feeling con la tecnologia. Dopo averle lasciato la mia macchina fotografica l' ho vista puntare l' obbiettivo ovunque tranne che su di me. Dopo un paio di minuti, le vado incontro per spiegarle che la macchina foto era spenta, per quello non vedeva nulla!
Fortunatamente dopo una decina di minuti (non senza chiedere aiuto ad una sua concittadina) la signora riusce finalmente a scattarmi la tanto agognata foto.
Foto che viene benissimo anche se le premesse non lasciavano alcuna speranza.
Ora non mi resta che gustarmi tranquillamente lo Strøget, passeggiando per le sue vie incantevoli. Passo un paio di ore immerso tra la folla, manifestazioni di ogni tipo e genere, mimi, artisti di strada...
Passeggiando lungo le vie del centro mi imbatto cosi nella Torre Rotonda, Rundetårn, una mole di 35 m in mattone, a pochi isolati dal Quartiere latino. La torre fu eretta come osservatorio nel 1642 ed è ancora usata dagli astronomi dilettanti nei mesi invernali: è il più vecchio osservatorio funzionante di tutta l’Europa.
Stanchissimo mi concedo una pausa thè prima di fare ritorno alla mia stanza.
A cena opto per una pizza e birra fai da te.
Vicino al mio albergo vi era una pizzeria di modeste dimensioni .
Presa la pizza e la mia birretta mi sistemo in un giardino adiacente il mio albergo. Devo altresi' ricordare che il padrone della pizzeria nonostante la chiusura fosse fissata alle dieci, mi aspetta a locale chiuso una quindicina di minuti, giusto il tempo di andare al primo bancomat, distante, e tornare. In Italia ci si sarebbe limitati a dire che le carte non erano accettate e tanti saluti, e via con la chiusura. Invece aspetta il mio ritorno per consegnarmi la mia ' cena '.
Il quartiere è piuttosto tranquillo. Poche auto, poche persone. Abitato da molti nord africani la prima sera mi portarono a pensare di aver preso stanza nel posto sbagliato. Abituato alla mia mente italiota, immaginavo di trovarmi in un quartiere malfamato vedendo questi ragazzi nordafricani su furgoni con la musica a tutto volume, faccie losche ad ogni angolo e via dicendo. Invece notavo passeggiare tranquillamente di notte ragazze sole il che mi ha rassicura non poco. Infatti non ho avuto alcun tipo di problema nella mia permanenza nel quartiere. Purtroppo la mentalità italiana ti porta a dubitare anche delle persone che sul marciapiede camminano dietro noi per una decina di metri.
Vado a dormire verso mezzanotte ancora più stanco della notte precedente.
La mattina mi sveglio nuovamente di buon ora e per prima cosa preparo la mia valigia. La sera TIVOLIstessa sarei ripartito per Berlino. Esco e mi dirigo verso la stazione centrale dei treni per informarmi a quale ora e il prezzo del biglietto per la capitale tedesca. Cerco di gabbare l' impiegata. Ci riesco per qualche minuto, ma poi la sorte vuole che la signora con cui avevo parlato il giorno precedente e a cui avevo comunicato di non essere under 26, scambiasse qualche parola con l' impiegata stessa. Sicuramente mi riconobbe, e cosi pago il prezzo pieno. Prezzo che quando vengo informato mi porta alla soglia di un collasso. Quasi 200 euro, non male!
Compro questo benedetto biglietto ed esco non molto allegro dalla stazione. Avrei potuto optare per il bus, ma purtroppo o sarei dovuto partire la sera precedente o la mattina del sabato. Decido ugualmente di informarmi per avere un quadro generale dei prezzi. Dal T.Information mi indicano un' edificio sulla cartina, ma al di fuori della stazione della polizia dove entrai, non vi era nessun luogo dove qualcuno potesse darmi informazioni sui bus. Gabbato, per una seconda volta.
La mia intenzione era di godermi ancora un giorno nella capitale danese e viaggiare la notte. Il treno soddisfava appieno le mie esigenze.
Ora mi sarei dedicato alla galleria d' arte Glyptotek in queste ultime ore nella capitale Copenaghen.
La Ny Carlsberg Glyptotek è un museo d’arte di elevatura internazionale nel centro di Copenaghen. La Glyptotek ospita più di 10.000 opere d’arte divise in due collezioni principali. Una comprende le opere che provengono dalla culla mediterranea della cultura occidentale, l’altra ospita l’arte danese e francese del IX e XX secolo.
La Glyptotek fu fondata da Carl Jacobsen (1842-1914), proprietario delle birrerie Carlsberg. Rispettivamente nel 1888 e nel 1899, egli donò al pubblico le sue collezioni di arte moderna e antica.
Lo stato danese e la città di Copenaghen lavorarono assieme per la costruzione del museo che fu completato nel 1906 con il design di Vilhelm Dahlerup e Jack Kampmann.
E' una bella costruzione vicino al Tivoli, a due passi dal centro cittadino. Vi sono esposte numerose opere di Paul Gauguin, Jean-François Millet, Henri de Toulouse-Lautrec, Van Gogh.
Il Winter Garden, con le sue palme sub-tropicali sotto la grande cupola di vetro, testimonia la passione di Carl Jacobsen per la luce e il clima delle terre meridionali. Nella loggia, con la sua vista sul giardino, sono presenti il Cafè Glyptotek e il negozio del museo.
Verso mezzogiorno usco e dopo aver consumato il pranzo passeggio in tutta tranquillità lungo lo Storget, ammirando i 'baroni' italiani con il classico giochetto della pallina. Vergognosi e ancora più vergognoso era chi giocava credendo di fregare il barone e i suoi complici. Parlavano un misto di danese-italiano-meridionale: strano.
La giornata era giunta al termine. Mi toccava raggiungere l' albergo dove una volta presi i miei bagagli avrei raggiunto la stazione dei treni. Sarei salito sul mio treno in partenza alle dieci circa con destinazione Berlino.
In definitiva, Copenaghen è senza dubbio una gran bella città, anche se mi aspettavo quel 'qualcosa in più' che la rendesse speciale. Arrivando da Stoccolma, città perfetta a mio dire, il cielo cupo di Copenaghen e la sua 'non' perfezione rispetto alla vicina capitale svedese, mi portarono ad essere un poco deluso.
Ma Copenaghen rimane una città vivibilissima, classica oasi a misura d' uomo. Si presta molta attenzione all' inquinamento, e di fatti non ho mai visto in vita mia cosi tante persone in bicicletta. Vi è spazio anche per i 'dissidenti' di Christiana, anche se la fortuna di questo luogo sembra stia per finire.
Le persone sono gentilissime e molto disponibili, le vie della capitale sono sicure anche la notte. Non ho visto polizia in questi tre-quattro giorni. Anche perchè non ve n' era il bisogno.
Unico problema, il costo della vita per noi italiani. Copenaghen è stata eletta recentemente la seconda città più cara del globo, dopo Tokyo, ma davanti a Londra, Honk Kong e New York.
In questi giorni ho speso un capitale, senza concedermi particolari lussi.
Ahimè!

 


 

 
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