OSVALDO FORASTELLI official web site

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IRLANDA DEL NORD

Luglio 2007

Arrivo a (London)Derry il pomeriggio di giovedi 29 luglio . Partito da Sligo giungo alla stazione di Derry (la chiamerò cosi, perchè cosi vuol essere chiamata) senza aver cognizione di dove mi trovo, come spesso succede. La prima impressione osservando dai finestrini del bus mentre attraversiamo la città è buona. Città pulita, animata, traffico non caotico. Raggiungo il Tourist Information il quale fortunatamente si trova a poche decine di metri dalla stazione dei bus.
Luogo accogliente e soprattutto ben curato con ogni sorta di informazione su carta di qualsiasi parte del Paese. Davvero esaudiente!
Una volta uscito dal TI vado alla ricerca del mio alloggiamento per i successivi giorni. Attraverso la città camminando lungo l' isola pedonale che è in effetti il fulcro della vita cittadina di Derry. Costeggiando le antiche mura arrivo al mio hotel lungo la Great James Street, a poche centinaia di metri da Waterloo Place. Il luogo è accogliente e pulito, e soprattutto, in una zona piuttosto tranquilla.

...Sunday Bloody Sunday......

Posato i bagagli inizio il tour della città.
Pur essendo ancora oggi una zona potenzialmente "calda", è significativo notare che per i cittadini della Repubblica d'Irlanda non esiste alcuna formalità, né tanto meno posto di confine, Io da piccolonell'accedervi.
La prima cosa che intendo fare e passeggiare lungo la Walls of Derry. Sceso lungo Great James Street, svolto verso Rossville St. Mi trovo a qualche decina di metri i famosi murales di Derry. Camminando lungo questa strada mi imbatto, alla mia destra, nel memoriale Bloody Sunday Monument. (riporto qui lo stralcio di questa triste vicenda che segnò la vita a 13 dimostranti, di cui molti giovanissimi).
Poco più distante si trova il famoso murales 'You are now entering in a Free Derry', diventato ormai il simbolo di questa città agli occhi del mondo.
I quartieri della città, Creggan, situato sopra la collina, Brandywell -sud- (quartiere cattolico), Rosemount -nord- (quartiere residenziale), poi tra la città vecchia e il Foyle, c'è lo storico quartiere protestante Fountain Street, povero come lo storico quartiere Bogside (cattolico).
In maggioranza i protestanti risiedono al di là del fiume Foyle nel quartiere Waterside, anche se qui è molto alta la presenza di cattolici. Alcuni quartieri sono stati restaurati o abbattute delle vecchie case per costruirne di nuove, ecco perchè alcuni murales sono andati via via perduti nel corso degli anni.
Derry è stato il fulcro della guerriglia e il Bogside è pieno di Murales, che rappresentano la lotta per i diritti civili e la voglia di andare avanti e battersi per una giusta causa.
Nel Bogside infatti, il quartiere di Derry in cui avvenne la strage, è nel frattempo stata creata una importante raccolta di murales, con ovvie finalità di memoria di questo e di altri fatti di sangue connessi al conflitto, il cui più famoso descrive Edward Daly (successivamente ai fatti, vescovo cattolico della città, noto anche per le sue coraggiore prese di posizione) mentre collabora al salvataggio dei feriti.
Io da piccoloE' molto particolare come quartiere. Vi sono moltissimi murales alcuni dei quali davvero belli. E preferibile prestare attenzione e non dare troppo nell' occhio a scattare fotografie, soprattutto quando questi murales sono in case private. Nonostante tutto non ho avuto nessun tipo di problema a scattare istantanee nel Bogside. Ovviamente il rispetto del luogo e un poco di buonsenso ci vogliono in qualsiasi posto una persona si trovi, tanto più qui dove centianaia di persone lottarono per un ideale di libertà trovando invece la morte.
Risalgo verso le mura della città, ripromettendomi di visitare con più calma il quartiere Bogside nei giorni successivi.
Le mura della città sono fra le meglio conservate d' Europa, sono alte sei metri e in certi punti larghe nove! Completate nel 1618 a difesa della città contro i capi gaelici del Donagal, non è mai stata aperta una breccia, nemmeno nell' assedio del 1689 quando sette mila dei venti mila abitanti morirono di malattia o d' inedia. Grazie ai restauri si può fare il giro completo delle mura. Quel giorno vi era un forte vento, molto fresco. Su alcune parti delle mura vi erano le scritte che lasciavano capire quanto in Irlanda del Nord non ancora tutto è dimenticato e superato: I.R.A
La passeggiata lungo le mura dura all' incira mezz' oretta, e successivamente dopo averle percorse interamente, mi concedo una passeggiata all' interno delle mura.
La via principale nella cittadella è Bishop St. che prosegue oltre il The Diamond, in Shipquay St. Questa via è alquanto animata, soprattutto di giorno quando i negozi sono aperti. Vi si trova un grande centro commerciale, il Richmond Shopping Centre, forse uno dei pochi motivi per cui i cittadini di Derry frequentano la città entro le mura. Quando i negozi chiudono, il che avviene abbastanza presto nel pomeriggio, le vie si svuotano e per le viuzze regna un silenzio inquietante. Segno che forse è meglio ritornare verso Strand Road, dove vi sono i locali della città e dove fortunatamente, la città è animata almeno fino alle undici serali.
Essendo ormai quasi le sette, intraprendo la passeggiata lungo il fiume Foyle che divide in due la città. Cammino per circa un' ora lungo la passeggiata che costeggia il fiume fino all' estrema periferia dove oltre al McDonald's non vi è più nulla, se non l' autostrada. Consumo la mia cena verso le otto in modo tale da fare velocemente ritorno al mio alloggiamento prima che sia completamente buio. Il tempo passa velocemente senza che io me ne accorga. Essendo ormai buio la passeggiata di ritorno lungo il Foyle mi preoccupa particolarmente. Ma quelle poche persone che incontro sul lungofiume mi salutano come se io fossi una persona a loro conosciuta. Una particolarità di questa parte d' Irlanda è che il più delle persone che si incontrano sul cammino, quando gli sguardi si incrociano, salutano molto cortesemente. Questo particolarità ha fatto si che l' inquietudine iniziale lasciasse spazio ad una maggiore tranquillità nel cammino. Non avendo più particolare fretta di fare ritorno alla mia camera, mi godo lo Io da piccolospettacolo notturno che il centro di Derry offre con le sue moltitudini di luci. Il lingofiume quella sera non era molto frequentato nonostante la zona sia relativamente tranquilla. Lo spettacolo che offre questa passeggiata sulla città di Derry è davvero sensazionale. Nella lontananza si sentono i rumori delle auto stridere??? lungo il Foyle Bridge, il secondo ponte più lungo d' Irlanda. I locali nel centro Derry si erano via via svuotati e poche auto percorrevano le strade della città.
La mattina successiva mi concedo qualche ora di riposo in più rispetto al mio solito. Dedico inanzitutto la mattinata al quartiere di Fountain Street oltre al fiume Foyle. Attraverso il fiume sul ponte Craigavon Bridge. La sua peculiarità è quella di essere l'unico ponte a due piani d'Europa. Deve il suo nome al primo ministro nordirlandese James Craig. Mi sposto lungo Duke Street dapprima e in Waterside Link successivamente. Arrivo, dopo una ventina di minuti di camminata, nei pressi di Bond's Street laddove si trovano i murales di quella parte di città cattolica di Derry.
La via, una semplice strada residenziale senza uscita, è particolarmente tranquilla.
La percorro tutta, essendo poco più lungo di 600 metri. Ne approfitto per scattare alcune foto ai vari murales, alcuni di essi davvero belli, prestando un poco di attenzione. Vi erano poche persone in giro, a causa anche del caldo torrido. Quelle poche anime che incrociai posero il loro sguardo sulla mia figura mentre con la mia macchina fotografica scattavo alcune istantanee. Ma nessuno mi importunò, ormai abituati agli scatti dei turisti. Anzi si dimostrarono molto cortesi quando posi loro alcune domande. La zona era molto tranquilla, un agglomerato di case sulla collina che dava il piacere di una vista spettacolare sul centro di Derry. Ripercorsi la strada che portava al Craigavon Bridge, questa volta però da Clooney Terrace dapprima e Spencer Road successivamente. Ritornai cosi all' interno delle mura di Derry per consumare il mio pranzo. Un gran piatto di lasagne era quello che ci voleva!
Percorsi con più calma la Grand Parade, le antiche mura. Su questa collinetta si può godere di un' ottima visuale sul circondario, essendo in posta su una piccola collinetta. Si può accedere alle mura tramite delle scalinate, dodici per l' esattezza, mentre le porte che danno accesso all' interno delle mura sono sei. Il fulcro è The Diamond. La città moderna mantiene la pianta secentesca con quattro strade principali che si irradiano dal Diamone verso i quattro ingressi: Bishop's Gate, Ferryquay Gate, Shipquay Gate e Butcher's Gate.
All’epoca della Plantation dell’Ulster, la città di Londra mandò costruttori e denaro per restaurare la città medievale, da qui il nome Londonderry.
Le vie all' interno delle mura sono affollate di giorno per via dei numerosissimi negozi e per via del Richmond Shopping Centre, un grandissimo centro commerciale su tre piani. Ma alla chiusura dei negozi le vie pian piano diventano deserte, anche per il fatto che quasi nessuno abita in questa parte di Derry. Pochi passi da Bishop's Gate e si giunge alla St. Columb's Cathedral.
Nel primo pomeriggio telefono in Italia all' amico Cocco, ma la sua voce rincoglionita mi fece pensare di averlo svegliato dopo anni di letargo.
Riprendo cosi la camminata più tranquillamente lungo le vie di Derry .
La sera ripercorro il lungofiume fino quasi all' imbocco dell' autostrada dove mi concedo una cena al McDonald's...(che cena..)
Ritornato in albergo verso mezzanotte, conosco nella hall una ragazza tedesca, di Hannover. Nancy. Discorriamo in inglese, ragazza interessante e soprattutto, e più di me, viaggiatrice ai quattro angoli del mondo. Vengo a conoscenza che essa ha vissuto sei mesi in Cina, ha viaggiato molto in Italia innamorandosi di Genua e Padua (ma come è possibile non riesco a comprenderlo). Dopo aver chiaccherato tutta la serata torno esausto nella mia camera per qualche ora di sonno.
Io da piccoloParto la mattina successiva da Derry in treno per giungere alle Giant's Causeway. La distanza della stazione ferroviaria dal mio alloggio era di circa un paio di chilometri. Come sempre in questi casi parto decisamente in anticipico. Troppo in anticipo. Ma nonostante ciò corro disperatamente con la paura in corpo di perdere il treno. E invece arrivo una buona mezz' oretta prima che il mio treno parta da questa piccola stazione sulla riva del Foyle. Una volta salito sul treno che mi porta a Coleraine ( da dove avrei poi successivamente preso il bus verso le Giant's ) mi godo durante il tragitto lo spettacolo del paesaggio nord irlandese. Bellissimo.
Arrivato a Coleraine prendo il bus che mi porta alle Giant's Causeway, luogo strano e incredibile.
Scendo dal mio bus a circa un chilometro dal luogo dove esse sorgono. Con tutti i miei bagagli appresso, scendo a piedi lungo la stradina che porta alle Giant's.
Il Selciato del gigante (in inglese Giant's Causeway, spesso non tradotto in italiano) è una formazione naturale situata sulla costa nord est irlandese a circa 3 km a nord della cittadina di Bushmills, nella contea di Antrim in Irlanda del Nord.
È composto da 40.000 colonne basaltiche, formatesi da una eruzione vulcanica circa 60 milioni di anni fa, generalmente a base esagonale, ma non mancano anche a quattro, cinque, sette o otto lati. Le più alte raggiungono i 12 metri d'altezza, ma alcune, essendo situate su delle scogliere, si innalzano anche per 28. Le formazioni visibili ad occhio nudo sulla costa sono solo una parte, poiché continuano anche nel fondale marino.
È stato inserito nella lista dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO nel 1986 ed è una riserva naturale nazionale dal 1987. Il Giant's Causeway è di proprietà del National Trust, che lo gestisce.
La straordinarietà e particolarità del posto hanno da sempre alimentato la fantasia dell'uomo.
La leggenda più famosa e accettata riguardava il gigante, presente in maniera diffusissima nella mitologia irlandese, Fionn mac Cumhail (Finn McCool), che avrebbe costruito un selciato per camminare fino alla Scozia per combattere un altro gigante, Benandonner. Una versione dellaIo da piccolo storia narra che Fionn cadde in un sonno profondo prima di andare in Scozia, perciò quando Benandonner venne per cercarlo, la moglie Oonagh coprì con un drappo il marito Fionn e pretese di convincere il rivale che in realtà quello fosse il figlio piccolo. In una variante, avendo visto l'enorme stazza del nemico, è lo stesso Fionn a dire alla moglie di preparare l'equivoco. In entrambe le versioni comunque, quando Benandonner vide la mole del "bambino", pensò che il padre dovesse essere terribilmente gigantesco, e scappò a casa terrorizzato distruggendo il selciato per evitare di essere inseguito.
Altre storie meno diffuse vorrebbero che il selciato fosse stato costruito da un gigante innamorato per raggiungere la sua amata, che viveva in Scozia.
Dall'altra parte del Selciato, sulla costa scozzese, l'isola di Staffa ha le stesse formazioni basaltiche, specialmente nella grotta chiamata Fingal's Cave.
Dopo aver passato un ora circa di tranquillità ad ammirare questo piccolo paradiso sulla costa irlandese, riparto verso la fermata del bus. La risalita dalle Giant's mitte a repentaglio la mia salute fisica. Prendo il bus che mi riporta a Coleraine da dove, sempre via bus, sarei giunto a Belfast.
Arrivato nella capitale nel primo pomeriggio, vado immeidatamente alla ricerca di un T.I. per avere una cartina della città. La preoccupazione di quel momento era di capire da quale parte dovevo dirigermi per raggiungere il mio albergo.
L' impressione iniziale di Belfast è molto buona. Il centro è animatissimo e soprattuto molto curato e in ottimo stato. Per mia fortuna la stazione dei bus non è distante dal centro informazioni ubicato nel cuore di Belfast, in Royal Avenue. E ancor più gradita notizia, il mio alloggiamento e a poche decine di metri da Donegall Square, ovvero il centro città.
Giunto a destinazione, posati i bagagli e fatta una doccia rigenerante, esco per iniziare a scoprire questa piccola capitale. Essendo piuttosto stanco limito la mia visita alla città unicamente al centro cittadino. Il cuore pulsante di Belfast è la City Hall. Completata nel 1906 in stile Io da piccolorinascimentale, la City Hall, il municipio, è un imponente edificio rettangolare in pietra, situato nel centro di Donegall Square, a dominare la principale area per lo shopping in città. Qui si tenne l’incontro inaugurale del Parlamento dell’Irlanda del Nord, nel 1921. Sul davanti si erige una statua dedicata alla regina Vittoria, la quale andò a Belfast nel 1849 e deve essere stata particolarmente stimata dai cittadini, visto che le hanno dedicato una dozzina di strade, un ospedale, un parco, un’isola artificiale, un canale presso il porto e l’Università. Donegall Square è il centro super affollato di Belfast, la via dello shopping e dei negozi alla moda. Ma incredibilmente alle 18.30 la città inizia a svuotarsi e verso le 19 mi ritrovo solo in tutta Belfast. I negozi chiudono alle 17.30, pochi altri alle 18. Da quell' ora le strade iniziano a sfollarsi e per le vie del centro rimangono pochissime anime. E' impressionante. Opto cosi per un thè prima di andare a dormire notando dalla vetrina del Mc quanto silenzio vi sia in Donegall Square nonostante la luce del sole illumini ancora le vetrine dei negozi.
La mattina seguente la sveglia suona presto in quanto mi aspetta una lunga camminata lungo le vie di Belfast.
Mi dirigo verso le cosiddette 'peacelines', ovvero Shankill Road e Falls Road.
Inizio la visita ai quartieri a ovest di Belfast, dove si trova la zona denominata Troubles Front, il fronte dei problemi, così chiamata perchè è la zona dove i lealisti, quelli cioè fedeli alla corona inglese, si scontravano con gli indipendentisti favorevoli a un'unione con il resto dell'Irlanda.Queste 'linee della pace' da temporanee che erano negli anni ottanta, fatte di sabbia e filo spinato, divennero vere e proprie strutture permanenti, in cemento, e con l' aggiunta di barre d' acciaio e reticolati di ferro.Lungo entrambe si vedono Murales che dal lato protestante (Shankill road) riflettono la fedeltà al regno unito e alla bandiera inglese mentre lungo Falls Road, i murales hanno come temi l'unità e l'indipendenza d' Irlanda o commemorano persone che hanno dato la loro vita per l'indipendenza.
L' atmosfera cupa rende la camminata lungo Shankill inquietante. Sotto la leggera pioggia che cadeva a cadenza irregolare mi sento per davvero uno 'straniero' in quel quartiere cosi martoriato da lotte interne. Sembrava in tutto e per tutto territorio inglese, dalle costruzioni ai semplici pub, dai circoli di tifosi del Manchester United a quelli dei Ranger di Glasgow, dai giornali britannici venduti un poco ovunque ai marciapiedi colorati con i colori reali britannici.I murales di questa parte di città si snodano lungo l' arteria di Shankill, ma ve ne sono molti anche nelle strade limitrofe. Sono davvero belli, soprattutto quelli di WestBelfast. Mi trovavo a disagio scattare istantanee con la mia macchina fotografica, mi sentivo osservato. Forse solo una questione mentale, ma di fatto prestai particolare attenzione anche se sicuramente non ve n' era il caso. La pioggia continuava a scendere, e giunto ormai verso la fine di Shankill Road, dove termina per lasciar inizio a Woodvaie Rd, sosto una mezz' ora in una fermata dei bus ad osservare il via vai di auto e persone. WestBelfast è molto particolare come quartiere, mette inquietudine ma al tempo stesso è cosi armonioso passeggiare lungo Shankill e la sua storia. Mentre faccio ritorno vengono ai miei occhi nuovi murales disseminati un poco ovunque. ( vi rimando alle foto perchè alcuni di essi sono davvero bellissimi ). L' area di Shankill Road è un quartiere a se stante vicino al centro di Belfast ( Shankill è a meno di 200 metri da Royal Avenue e meno di un chilometro dalla City Hall ) ma con una vita e un' anima propria. Sembra quasi una città nel cuore di Belfast, una piccola enclave.
Discorso molto diverso per Falls Road invece. Tornato lungo l' arteria che collega le due strade cosi diverse e contrastanti tra loro, Westlink , raggiungo il quartiere residenziale di WestBelafst facente capo agli unionisti. La pioggia continua a scendere ad intervalli. Il quartiere di WestBefast oltre la peacelines è apparentemente molto più quieto. Questa parte di quartiere è molto più regolare e meno trafficato rispetto a Shakill. E' in tutto e per tutto un quartiere residenziale totalmente in contrasto con quella parte di WestBelfast facente capo ai lealisti fedeli alla corona britannica . Disordinato e caotico SHANKILL, ordinato e pulito FALLS. Vi si scorgono non molti murales lungo Falls Road, uno in particolare all' inizio della via lungo una ventina di metri raffigurante in modo particolare la tirannia di Bush e la sofferenza di paesi come Cuba e la Palestina. Il quartiere è in tutto e per tutto irlandese. Qui vi sono pub che richiamano all' Irlanda, si vendono giornali irlandesi e le bandiere della nazione a cui vorrebbero far parte sventolano ovunque. Tifano pressochè tutti i cattolici Celtic di Glasgow. Mi viene meno la preoccupazione di scattare istantanee ai vari murales, sembrando questo quartiere molto più affine al centro città che non ad una periferia scomoda e inquieta.
Lungo la via del ritorno scopro per caso il famigerato 'muro della vergogna', le cosiddette Io da piccolo'peacelines'. Si tratta in poche parole di un muro che divide completamente i due quartieri, alto diversi metri, svettando sui tetti delle case circostanti. Vi sono enormi porte in ferro che (a quanto ho letto) vengono chiuse durante la notte. Nonostante sia stato posto fine alle ostilità, e nonostante i giornali non riportino più alcun articolo di scontri tra le due fazioni, questo non implica che non vi siano scaramucce tra le due fazioni. A quanto pare il lancio di molotov e pietre da una parte all' altra e ancora all' ordine del giorno e come citato su un murales a Shankill, vi sono diversi sgarbi tra i cittadini appartenenti ai due quartieri confinanti. Per quello vi sono pattuglie di ragazzi che controllano ogni movimento all' interno del loro quartiere, per evitare che ragazzi della fazione opposta possano creare problemi nella loro 'terra'. Mi ha messo tristezza veder svettare oltre i tetti di case e palazzi questi vergognosi muri di odio e cemento. Ma purtroppo portare la pace, reale, tra cattolici e protestanti in questo angolo d' Irlanda è davvero impossibile. Mi chiedo come possano vivere pacificamente al di fuori dei loro quartieri, incontrandosi per caso in altre parti di Belfast. Torno al mio alloggio per una doccia veloce e per il cambio di abiti ormai bagnati e riparto questa volta per la riva opposta al Lagan, il Titanic Quarter. Qui perdo l' orientamento e passeggio nella direzione opposta a quella dove devo andare. Passeggiando sul lungofiume ho la possibilità di ammirare straordinari palazzi con appartamenti nuovissimi, fantastici edifici quali la sala da concerti Waterfront Hall dalla cupola di rame, l'hotel a cinque stelle Hilton e lo staordinario Odyssey Complex, costato piu' di 100 milioni di sterline, che definiscono in altre parole la nuova Belfast. Nella grande Arena dell’Odyssey si sono già esibite star internazionali come Oasis, Eric Clapton, Christina Aguilera e Cher. Non riesco nel frattempo a capire se il ponte Lagan Weir sia alla mia destra o alla mia sinistra. Solo dopo una decina di minuti intento a passeggiare sul lungofiume capisco che devo dirigermi nella direzione opposta... Arrivo finalmente al Lagan Weir Lookout. Si gode di un' ottima vista dell' area portuale dalla chiusa di Lagan. Cinque saracinesche d' acciaio computerizzate mantengone fisso il livello dell' acqua, fermando i banchi di fango prodotti dalle maree e rendendo possibile la pesca e degli sport acquatici. Di notte viene illuminata con una luce blu, ma purtroppo mi sono perso questo piccolo spettacolo.
Poco più in là, sul Queen's Bridge si erge una statua nominata “Beacon of hope”. 19,5 metri in acciaio inossidabile e bronzo descrivono nella tavolozza dipinta dai colori di volta in volta cangianti del cielo irlandese, la silhouette di una ragazza che tiene tra le mani un cerchio, il globo del mondo, esponendolo sinuosamente con un movimento di apertura per accogliere nel suo canestro speranza, aspirazione e spiritualità.
Oltre il Weir Bridge lungo la banchina, si trova la scultura BigFish, un enorme pesce a forma di salmone che celebra il ritorno di questo pesce combattivo nel Lagan. E da qui che si intrvedono in lontananza i cantieri più famosi della città. Sono infatti qui i celebri cantieri Harland and Wolff, leader mondiale dell'epoca e produttori della nave più famosa in assoluto dopo l'Arca di Noé: lo sfortunato Titanic. Oltrepassato il fiume Lagan mi svacco per qualche minuto vicino alla Custom House lungo Dunbar Link approfittandone per fare qualche foto all' Albert Memorial Clock Tower, simbolo della capitale Nordirlandese. Questa torre, eretta sul modello del Big Ben di Londra, è alta 35 metri ed è particolare perchè pende leggermente a causa di un' assestamento del terreno. La piazza adiacente la Custom House in High Street, è una piccola oasi di tranquillità con Io da piccoloi suoi giochi d' acqua rivolti alla Clock Tower.Con il suo stile corinzio la Custom House, è considerata l'edificio più pregevole della capitale. Essendo ormai pomeriggio inoltrato e dopo aver camminato parecchio per le vie di Belfast, mi concedo un momento di tranquillità passeggiando per le vie del centro a dare un' occhiata ai negozi della capitale. Dopo un paio di ore passate lungo Donegall Square vado alla ricerca di un luogo dove mangiar cena, non prima però che le strade si siano svuotate. Verso le sette PM io e qualche povera altra anima vaghiamo nel deserto di Donegall Square. La luce del sole irradia ancora i negozi ormai chiusi da più di un' ora. E per le strade, nessuno. Solo il McDonald's rimane aperto con quei pochi turisti che ancora si affacciano per vie della capitale. Dopo un ora passata a consumare la mia abbondante cena, vago per le vie che costeggiano la City House sperando di trovare qualche locale con un poco di vita. Invece nulla. Magari saranno stati ubicati in altri luoghi, ma vedere le vie del centro vuote quando ancora il sole è alto in cielo mette angoscia. Verso le undici serali faccio ritorno in alloggio per riposarmi dopo la mole di chilometri macinati a camminare durante il pomeriggio. Come tutti i giorni d' altronde.
La mattina seguente mi dirigo verso la zona di North Street dove è ubicata la St. Anne' s Cathedral. Ad attendermi all' uscio un prelato di mezza età che molto cortesemente mi domanda ilmio paese di provenienza e susseguentemente mi dona una brochure in italiano con i cenni storici ed architettonici della cattedrale. La facciata neoromantica della cattedrale protestante, consacrata nel 1904, non lascia molta impressione nel chi l' ammira dall' esterno. Ma all' interno la cattedrale si manifesta nella sua bellezza più reale. Nel mezzo della chiesa, vi è issata un' enorme pala d' acciaio che dal soffitto si innalza verso il cielo. Alta circa una cinquantina di metri la si può scorgere da ogni angolo di Belfast. Dopo aver consumato il pranzo in un locale nelle vicinanze, mi dirigo verso l' area situata nei pressi degli Entries. Non riesco a scorgere nell' immediato dove gli Entries sono ubicati, e dopo aver domandato a due persone gentilissime, arrivo finalmente a queste strette vie nel centro di Belfast. Sono una serie di vicoli fra Ann Street e High Street. Vi sono alcuni dei migliori pub della città, fra cui il White's Tavern, il più antico di Io da piccoloBelfast. Consumata la mia cena verso la mezza torno in albergo essendo la città deserta. Tutto nella norma quindi ! L' unica persona che affolla le vie della capitale nordirlandese è la mia povera anima.
Il giorno successivo è il giorno della partenza purtroppo. Dopo aver preparato la mia valigia, esco e mi concedo le ultime due-tre ore in Belfast. Passeggio lungo le vie di Donegall Square, ammiro le vetrine dei negozi, le persone passarmi accanto con passo veloce, una pattuglia di 'Police' su un auto antisommossa. L' ultima ora la passo sdraiato sul bellissimo prato verde della City Hall dove scatto anche diverse foto per immortalare questo splendido edificio. Il cielo è azzuro e limpido anche se a volte il caldo sole viene oscurato da quelle poche nuvole che si affacciano nel cielo della capitale . Dopo giorni intensi passati a camminare dalla mattina alla sera, una mattinata dedita al riposo era necessaria, visto anche il viaggio che mi aspettava. Torno in albergo e caricato dei miei bagagli riparto per la stazione dei bus. Acquisto il mio biglietto ma dopo circa una ventina di minuti mi accorgo di non averlo ritirato!!! Panico!!!
Ritorno sul luogo dove l' ho acquistato e fortunatamente il signore da cui avevo ritirato il biglietto era sull' uscio, pronto per andare via. Sarei stato rovinato: senza biglietto, senza la possibilità di farne un' altro, e in più soldi buttati al vento. Graziato!
Riparto sul bus che dopo diverse ore mi avrebbe 'scaricato' nella capitale Irlandese: Dublino.

 



 
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